Una bellezza unica.
oggi la foto non centra niente, quello che voglio dire. ce tantissima gente.
Tanta ipocrisia, ce in giro. ci sono persone che come le scimmie si battano le mani sul petto, si vantano, di avere, avuto la fortuna, di poter studiare. Allora si sentano superiore, a tutti. Ipocrisia. non è solo la scuola che fa una persona grande, a mio giudizio, è quello che fai. So molto bene di scrivere, male, la mia scusante, che non ho avuto la possibilità di andare a scuola.
Non voglio, assolutamente dare la colpa, a qualcuno. La Colpa ce, è vero senza doverci nascondere.
La colpa è stata del tempo, è di nessun altro.
Nella mia vita, ho avuto una passione, fortissima, scrivere.
Quello che voglio dire, le persone se non capiscono, non devo giudicare.
Se un autore, crea un personaggio, si muove in una certa epoca. Questo non vuol dire, dare la colpa, ho accusare delle persone vere. raccontare usanze, è costumi, è fare in modo che il personaggio si muove, in quel contesto. è fantasia.
«Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato» (Luca 6,37). È possibile mettere in pratica questa parola del Vangelo? Non è forse necessario giudicare, se non ci si vuole arrendere di fronte a ciò che non va? Ma questo appello di Gesù si è profondamente inciso nei cuori. Gli apostoli Giacomo e Paolo, del resto così diversi, vi fanno eco quasi con le stesse parole. Giacomo scrive: «Chi sei tu che ti fai giudice del tuo prossimo?» (Giacomo 4,12). E Paolo: «Chi sei tu per giudicare un servo che non è tuo?» (Romani 14,4).
Ecco a gli Ipocriti, leggete, sono frase dette dal vostro Cristo
.Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità.

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